La crisi

Quali sono le prospettive per aziende e lavoratori?
Faccio mie per intero il documento elaborato dai Giovani Democratici di Verona:
IL PESO DELLA CRISI A VERONA:
- assunzioni diminuite nel 2008 del 12,8% ( - 35.000 unità);
- le ore di Cassa Integrazione (Cig) ordinaria nei primi otto mesi dell’anno a + 50% mentre la CIG straordinaria a +42% con previsioni ancora in aumento;
- liste di mobilità periodo gennaio – agosto + 2.300 unità rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente;
- indennità di disoccupazione a + 47%; la proiezione per il 2008 è di raddoppiare il dato del 2007.
RICHIESTE ALLA GIUNTA REGIONALE
1.PER LE IMPRESE:
- un Fondo regionale di garanzia di 50 milioni di euro destinato a favore delle PMI aventi sede o unità produttiva nel territorio regionale;
- agevolare l’accesso al credito
- intervenire a favore dell‘innovazione tecnologica della ricerca e della valorizzazione del capitale umano nelle imprese;
- rifinanziare in via straordinaria le agevolazioni previste dalle leggi regionali per favorire l’acquisizione di nuovi beni strumentali, l’abbattimento dei tassi di interesse, l’innovazione e l’artigianato;
2. TUTELA DEL LAVORO:
- + risorse regionali a sostegno del reddito (cassa integrazione) e della ricollocazione dei lavoratori oggi esclusi dagli ammortizzatori sociali;
- Piano straordinario di riqualificazione professionale finalizzata al reinserimento lavorativo;
- maggiori incentivi (tramite una manovra sull’Irap) per sostenere l’occupazione femminile e per gli strumenti di conciliazione;
3. SOSTEGNO AI REDDITI DELLE FAMIGLIE:
- l’innalzamento del limite di reddito per l’esenzione dell’addizionale regionale Irpef a 35.000 euro;
- incremento delle risorse destinate all’abbattimento degli interessi sui mutui prima casa;
RICHIESTE AL GOVERNO:
- la detassazione della tredicesima mensilità e la riduzione della pressione fiscale a carico dei lavoratori;
- una riforma degli ammortizzatori sociali con l’estensione della copertura a tutti i lavoratori, compresi atipici, interinali, a tempo determinato, soci-lavoratori di cooperative, apprendisti e lavoratori di imprese con meno di 15 dipendenti;
- adeguato finanziamento destinato agli ammortizzatori sociali, in particolare quelli in deroga, per le piccole imprese;
- il ripristino dei finanziamenti per la realizzazione delle infrastrutture in Veneto;
- assegno familiare per chi perde il lavoro;
- tassare i redditi superiori ai 120.000 euro per creare un fondo di garanzia da 500 milioni di euro, in grado di muovere risorse per circa 5 miliardi di euro.
La crisi c’è davvero. E tutti lo sanno, tranne il Governo.
La crisi economica internazionale, come ampiamente previsto, da mesi sta facendo sentire i suoi effetti anche nel nostro paese e nella Provincia di Verona. Gli ultimi dati configurano un tracollo dei posti di lavoro ed una disoccupazione che salirà all’ 8,4% e colpirà soprattutto il lavoro precario ed atipico. Un fenomeno molto vasto ed in costante crescita anche nelle regioni del Nordest, dove è aumentato del 24,6. Si tratta di migliaia di lavoratori privi di tutele, che saranno i primi a pagare gli effetti della crisi economica.
Gli effetti della crisi economica non possono essere fatti gravare esclusivamente sui lavoratori ed in particolare sui lavoratori più deboli, quali risultano i lavoratori precari. Le misure di sostegno al reddito dei disoccupati sono uno strumento di giustizia sociale e insieme di sostegno ai consumi e alla domanda che contribuirà al rilancio dell’economia.
Il ruolo della Provincia
La Provincia di Verona con serietà ed impegno si faccia tramite per convincere il Governo ad adottare misure volte ad assicurare per l’anno 2009 forme di sostegno del reddito, attraverso l’istituzione di un assegno mensile di disoccupazione per tutti quei lavoratori attualmente esclusi dall’accesso agli strumenti previsti dal sistema di ammortizzatori sociali e che hanno perso il posto di lavoro dall’inizio della crisi, con estensione a tutti i lavoratori delle tutele della cassa integrazione previste nei casi di crisi temporanea e di sospensione del lavoro.
La Provincia inoltre ha l’obbligo morale di attuare un Piano complessivo di intervento a sostegno del sistema produttivo locale utilizzando adeguatamente le sue deleghe in materia di lavoro, di formazione, di artigianato e di turismo, anche attraverso le sue partecipazioni in numerosi enti economici di pubblico interesse.
Il Piano Anticrisi Provinciale
Nessun ente pubblico, pagato dai cittadini, può permettersi di stare alla finestra guardando la crisi economica, sperando che passi in fretta.
Il Piano Anticrisi Provinciale dovrebbe sostenere i consumi delle fasce più deboli della popolazione, aiutare i lavoratori disoccupati a reinserirsi nel mondo del lavoro, sostenere le piccole imprese in difficoltà, favorire un turismo sostenibile di qualità e culturale in tutto il territorio, garantire i servizi essenziali e promuovere una buona agricoltura. Serve il rilancio dell’economia e la valorizzazione delle risorse ambientali.
La Provincia deve mettersi alla guida di un movimento di cooperazione tra tutti Comuni di Verona e gli enti superiori, in uno sforzo unitario teso a superare con slancio questa pericolosa recessione.